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Durante
tutti i secoli di storia medioevale (e non solo), le comunità del
terrritorio padano dovettero confrontarsi con il grande problema
della gestione delle acque. Paesi molto spesso appartenenti a stati diversi erano costretti a lunghe trattative, quando non anche a conflitti e scontri, per poter utilizzare le acque necessarie alla vita ed all’attività agicola. Così accadde fra Asola e Acquanegra sul Chiese per la Chiusa. Il Chiese o Clisi (Cleus, o Cleusus, o Cleusis degli antichi) è l’emissario del lago d’Idro ed ha il Caffaro come tributario, come i carpioni del Garda, così le trote (ed in generale tutte le varietà di pesce presenti) del Caffaro e del lago d’Idro, e per conseguenza anche del Chiese, sono cibi prelibatissimi. Già il re Teodorico, sul principio del VI secolo, volle libero il corso del Mincio, dell’Oglio ecc., inceppati dalle reti de’ pescatori, per far luogo alla navigazione: dal Chiese pertanto derivò un prezioso elemento di ricchezza per i comuni di Asola ed Acquanegra, “affari di Chiusa” che durarono per tre scoli e che, evidentemente, rappresentarono il maggior interesse locale in quel periodo. Il contenzioso tra Asola, sotto la Serenissima, ed Acquanegra, sotto i Gonzaga, nacque nel XV secolo e si trascinò per buona parte del XVI, coinvolgendo il Ducato e la Repubblica di San Marco. Fonti non documentate fanno risalire al 1428 il primo accenno ad accordi in merito alla deviazione di parte delle acque del Chiese in una seriola nel territorio di Acquanegra. I documenti citano l’argomento dal 1454, ma la questione si protrasse con dispetti ed incidenti per circa un secolo, fino all’ 11 aprile 1532, quando venne firmato un rogito tra Asola ed Acquanegra che regolarizzava la gestione delle acque del Chiese. “ Qui dunque ebbe principio la Chiusa, cioè quell’edificio costruito sull’argine sinistro del Chiese un miglio circa al di sotto di Asola che serve a richiamare l’acque del fiume nella Seriola; con sopravi una casa che serve di abitazione al custode, che deve sorvegliare i chiaviconi…”)(G.B. Casnighi). Posizione strategica quella della Chiusa! Infatti racconta il Mangini che nel 1701 “si trasferì l’esercito francese…per il Mantovano verso il Veronese, et s’accampò alla Chiusa per vietar il passo all’ esercito imperiale comandato dal principe Eugenio di Savoia. Questi spedì un grosso per tentar il passo della Chiusa, ma, veduto tenuto quel posto da Galispani e Savoiardi, rivolse il pensiere ad altra parte…” |