| PIAZZA
ERBE Pittoresca piazza circondata da edifici medievali. Tra i più importanti: il PALAZZO DELLA RAGIONE, del XIII sec., a trifore e merli, con portico del XV sec.; l'attigua TORRE DELL'OROLOGIO, eretta nel 1473 che conserva ancora l'orologio originale restaurato; la ROTONDA DI SAN LORENZO, chiesa romanico-lombarda del XI sec. ![]() Piazza Erbe BASILICA DI SANT'ANDREA E' sicuramente la chiesa più prestigiosa della città. Di epoca rinascimentale fu ideata da Leon Battista Alberti, e iniziata nel 1472, sotto la guida dell'Architetto Luca Fancelli. La cupola, disegnata da Filippo Juvarra, venne a completare la maestosa opera molto più tardi, verso la metà del 1700. Nella facciata di impronta classica, si apre un grande arco coronato da un timpano, che anticipa la grande volta a botte, dell'unica navata interna. Sulla sinistra un campanile gotico (1414), facente parte di un nucleo più antico cui apparteneva anche una chiesa poi demolita per far posto a quella attuale. L'interno è a croce latina, con una sola |
navata
che termina con un transetto, sopra il quale si erge per 80 m la maestosa
cupola barocca, dalle cui finestre raggi di luce creano un ambiente di grande
atmosfera. Sulla navata si aprono lateralmente le cappelle (tre per lato),
con affreschi e pale di allievi della scuola di Giulio Romano e altri pittori
del '500; nella prima a sinistra si trova un busto in bronzo del Mantegna,
probabilmente un autoritratto, che segnala la tomba dell'artista stesso.
Il Campi dipinse le scene del Vangelo nella navata, mentre la cupola e il
catino absidale furono affrescati dall'Anselmi. Nella cripta, costruita
intorno al 1600 e coperta da un genuflessorio ottagonale sono custoditi
i Sacri Vasi, con terra imbevuta del sangue di Gesù Cristo.![]() La cupola di Sant'Andrea vista da Piazza Erbe CHIESA DI SAN FRANCESCO Ristrutturata nel primo dopoguerra, la chiesa in stile gotico, ha origini nei primi anni del '300. La facciata simmetrica ed essenziale, è impreziosita da un bel portale e un rosone. All'interno resti di affreschi trecenteschi attribuiti a Tommaso da Modena. |
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